Leclerc: "Resto fiducioso, in gara saremo più vicini a Mercedes"

Il venerdì di Charles Leclerc è stato un calvario di piccoli intoppi dai grandi effetti.
Prima un problema con un toggle – un comando sul volante – ha disturbato il suo primo tentativo delle Qualifiche Sprint, poi il blackout energetico nel momento decisivo della SQ3, relegandolo ad un secondo dalla pole di George Russell.
"Ho perso per qualche motivo mezzo secondo sul rettilineo finale", ha ammesso Leclerc alle interviste internazionali, descrivendo un’emorragia di velocità che ha trasformato la lunga striscia d’asfalto tra Curva 13 e 14 in un calvario tecnologico.
La diagnosi, pur non ufficiale, appare chiara agli occhi dei tecnici: un errore nel deployment dell’ibrido. La SF-26 ha esaurito la spinta elettrica troppo presto, lasciando il pilota "a piedi" proprio nel punto dove la potenza conta di più.
In questo scenario, il dietrofront sulle novità aerodinamiche assume contorni quasi marginali.
Mentre il box Mercedes sembra aver trovato la quadratura del cerchio nell’era 2026, Ferrari ha preferito tornare a una soluzione tradizionale, forse per limitare le variabili in un week-end già complesso.
Leclerc, con la consueta schiettezza, ha liquidato la questione:
"Non credo che avrebbe cambiato il quadro della nostra situazione".
Una dichiarazione che sposta il peso della prestazione dall’aerodinamica attiva alla sostanza termica ed elettrica della Power Unit.
Resta però una speranza: la gestione del degrado e il passo gara. Come già accaduto in Australia, la power unit Mercedes sembra capace di picchi prestazionali in qualifica che la Ferrari non riesce a pareggiare, ma il distacco tende a ridursi sensibilmente sulla lunga distanza.
Charles punta tutto su questo:
"In gara siamo più vicini, sono ancora fiducioso che potremo rifarci".
