F1 e FIA tornano sui propri passi: non ci saranno modifiche al regolamento tecnico del 2026

Nessun colpo di spugna, almeno per ora.
La Formula 1 ha deciso di frenare sulla revisione immediata dei regolamenti 2026, rimandando ogni eventuale intervento strutturale alla tappa di Miami.
Una scelta che nasce dal clima parzialmente mutato nel paddock di Shanghai dove, tra i lunghi rettilinei cinesi e le tante battaglie in pista, i timori della vigilia sono parsi meno urgenti, per qualcuno quasi sfocati.
L’idea di una revisione lampo era nata dopo il week-end di Melbourne, quando lo spettro di monoposto "affamate di energia" e incapaci di regalare uno spettacolo autentico aveva spinto FIA e FOM a fissare un vertice straordinario post-Cina.
L’obiettivo era chiaro: capire se le regole fossero nate morte e, in caso di disastro, intervenire drasticamente già prima del Gran Premio del Giappone.
Ma Shanghai, paradossalmente, ha rimescolato le carte non solo in classifica, ma anche nelle convinzioni dei vertici.

Tre i fattori che hanno suggerito la prudenza.
Innanzitutto, secondo quanto riportato da The Race, lo spettacolo offerto tra Sprint e gara domenicale ha rassicurato chi temeva un campionato trasformato in una noiosa sfilata di gestione elettrica.
In secondo luogo, il confronto tra l’Australia – tracciato critico per il recupero di energia – e la Cina ha dimostrato che ogni pista può raccontare una storia diversa.
Infine, il buco nel calendario causato dalle cancellazioni in Bahrain e Arabia Saudita offre una finestra temporale preziosa per riflettere con calma.
Le voci nel paddock restano divise, specchio di una Formula 1 che fatica a trovare un’anima comune.
La linea della prudenza è stata dettata anche da figure come Ayao Komatsu, team principal di Haas, convinto che una reazione istintiva sarebbe l’errore più grave:
"Se dobbiamo cambiare, facciamolo una volta sola e facciamolo bene".
Il piano ora prevede un incontro tra i team principal la prossima settimana, seguito da un tavolo tecnico dopo il Giappone.
Solo allora, con i dati di tre gare diverse in mano, si deciderà se la Formula 1 del 2026 ha bisogno di un correttivo o se, tra luci e ombre, la strada tracciata sia quella giusta.