BYD in Formula 1: l’elettrico cinese è pronto ad accendere i motori

La presenza costante di Stella Li – vicepresidente di BYD e "World Car Person of the Year" 2025 – tra i paddock di Abu Dhabi e Shanghai non è più una coincidenza: è un segnale che il Circus non può più ignorare.
Il colosso cinese, che ha ufficialmente superato Tesla come leader mondiale dei veicoli elettrici, cerca ora la consacrazione definitiva nell’Olimpo del Motorsport.
Il paradosso di un gigante full electric che punta all’ibrido 2026 è solo apparente.
La Formula 1, infatti, garantisce un’esposizione globale senza eguali, rappresentando un ottimo escamotage per la conquista definitiva dei mercati occidentali.
Con un fatturato in crescita vertiginosa e un utile netto da record, BYD ha i muscoli finanziari per affrontare qualsiasi barriera all’ingresso.
Le opzioni sul tavolo sono ambiziose: si parla di acquisizione di un team esistente o della creazione di una dodicesima squadra. Gli ostacoli sono però i costi: tra la "anti-dilution fee" da 200 milioni di dollari e gli investimenti necessari per infrastrutture e sviluppo, il conto per il solo primo anno di attività può sfiorare i 600 milioni di dollari.
Una cifra titanica, che tuttavia per Pechino rappresenta un investimento di marketing sostenibile, considerando che solo nel primo semestre 2025 la ricerca e sviluppo del gruppo ha assorbito oltre 4 miliardi di dollari.
Non solo Formula 1: BYD starebbe valutando anche il WEC. La categoria Hypercar permetterebbe infatti di testare sistemi energetici avanzati nella vetrina di Le Mans, offrendo un ritorno tecnologico diretto per la produzione di serie grazie alla sua forte integrazione verticale.
Che sia in pista o nell’Endurance, l’obiettivo non cambia: trasformare un marchio nato all’insegna dell’efficienza in un vero brand premium globale.
E, da questo punto di vista, il nuovo regolamento tecnico voluto da Nikolas Tombazis sta finalmente mostrando i suoi effetti.
L’arena della Formula 1 pare prossima a divenire il campo di battaglia su cui i nuovi giganti orientali sfideranno a viso aperto la tradizione secolare dell’automobilismo europeo.