Alonso: "Questo è il Campionato Mondiale di batterie"

Il Gran Premio di Cina non ha regalato gioia alcuna a Fernando Alonso, che dopo la magra soddisfazione di aver portato a termine almeno la Sprint Race, ha dovuto alzare bandiera bianca dopo 32 giri, decretando così un altro doppio ritiro per Aston Martin in seguito a quello già registrato in Australia.
La causa dello stop non è da imputare a problemi di affidabilità della AMR26, bensì alle estreme vibrazioni causate dalla Power Unit Honda.
Le immagini più eloquenti arrivano dagli on-board del pilota asturiano, costretto a sollevare e sgranchire ripetutamente le mani dal volante sui rettilinei, poiché incapace di contrastare le violente vibrazioni della vettura.
Ai microfoni di DAZN Spagna, il Leone di Oviedo ha spiegato senza giri di parole cosa lo ha costretto a fermarsi:
"Mi sono ritirato perché le vibrazioni del motore erano eccessive, e dal ventesimo giro non sentivo più mani e piedi. Inoltre, dopo la Safety Car eravamo ultimi con gomme usurate, e continuare fino alla fine non aveva senso".
Con il Gran Premio del Giappone in programma tra due settimane, Fernando – per il quale la pazienza mostrata finora sembra inizi a vacillare – ha lanciato un messaggio che suona quasi come un avvertimento al team, in particolare a Honda:
"Io ho le idee molto chiare su cosa fare da qui al Giappone: tornare a casa, riposarmi, allenarmi duramente e prepararmi al meglio. Spero che alla Honda facciano il loro dovere e che a Suzuka si possano vedere dei progressi".
Infine, un commento sul suo scatto al via, ancora una volta eccellente, con tanto di critica, tutt’altro che velata, al regolamento attuale:
"Le partenze sono un momento in cui tutti abbiamo la stessa batteria a disposizione, siamo tutti carichi al massimo. Il primo giro è un po’ più una questione di istinto, e non il Campionato Mondiale di batterie che abbiamo in questo momento".